Dono per gli innamorati … della narrazione.

Quante storie!

Dono per gli innamorati … della narrazione.

1/02/2024
- 30/04/2024
On line

Ah, …, Amore, quante storie! San Valentino con un dono per tutti gli innamorati delle storie e della narrazione.

Solo per gli innamorati … della narrazione? No, un po’ per tutti. Leggende, miti, testi autoriali, favole, folktales: le nostre storie vanno oltre noi intrecciandosi, trasformandosi, fondendosi con i sentimenti dei fruitori. Al link qui proposto trovi la ripresa in “presa diretta” del recente incontro di narratori, per il progetto Come a Casa, al Teatro Iris Versari (Comune di Portico e San Benedetto – FC) ora fruibile liberamente.

Grazie al lavoro di Stefano Olivucci, FilmMaker, all’organizzazione operativa di Anna Facciani del Centro Italiano Storytelling, puoi ascoltare e godere, questo dono per tutti gli innamorati delle storie, con gli storyteller (contastorie) Lia Zannetti, Anna Facciani, Nayla Khoury Daoun, Stefania Ganzini, Flavio Milandri.

E siccome l’amore e le storie non hanno confini in video anche Mirna Milandri, La Compagine di San Tomè, e qui sotto un ulteriore regalo, Befana del popolo 1957, ispirato dal circolo di storie creato al Teatro Iris Versari e inviatoci da Maria Golinelli, Fondazione Abitare.

 

Befana del popolo 1957

La mia nonna Angelina non buttava via niente, ma proprio niente! Teneva anche la carta della pasta Barilla per scriverci l’elenco della spesa e quando è morta aveva la casa pienissima: tutto quello che può  passare in una vita lei ce l’aveva ancora. Per i suoi figli era solo roba vecchia da buttare. Io ho avuto il regalo di poter prendere dalla casa della nonna tutto quello che volevo (prima che fosse tutto portato in discarica o bruciato in un gran falò).

Così mi sono portata a casa scatole e scatole con dentro non sapevo bene neanch’io cosa. Ho trovato i registri dei mezzadri, perché la mia famiglia nasce come Mezzadra in un comune piccolo tipo Portico, ma in una zona fatta di calanchi e di povertà. Mi sono portata a casa i pannolini di mio babbo che domani, 5 gennaio, compie ottant’anni. Le prime calze di nylon portate degli americani e scatole fatte con il contenitore di metallo porta proiettili usati dai soldati durante la guerra e riciclati da mia nonna come bauli guardaroba resistenti ai topi.

Tra le tante cose ho trovato anche dei sacchetti di carta ancora nuovi perché forse la mia nonna li volevo utilizzare per un’occasione speciale. Sacchetti di carta tipo quelli che oggi usano il fruttivendolo ed il fornaio. Sacchetti di nessuna importanza ma con su scritto BEFANA DEL POPOLO 1957. Nel 1957 il mio babbo aveva 13 anni e così quando gli ho fatto vedere i sacchetti mi ha raccontato la storia della sua befana di quegli anni: la guerra era finita da una decina di anni e dentro al sacchetto mio babbo ricorda 2-3 baccelli di carruba, qualche garibaldino forse una caramella offerte dalla Casa del Popolo del paese (..per dimenticare la Befana del duce?). Forse l’unico momento di vero regalo per i bambini contadini di quel momento che di politica non sapevano nulla ma conoscevano bene la povertà ed il duro lavoro. Conservo con grande affetto i sacchetti della BEFANA DEL POPOLO 1957 che raccontano della vita di quel tempo e della mia famiglia più che un libro di storia…