Colin e John

Abbiamo raccontato questa storia durante l'evento "Storie di Ponti" per portare l’attenzione degli abitanti di Bocconi sul ponte della Brusia minacciato dai lavori per la centrale idroelettrica.

Colin viveva fuori in campagna e aveva un buon vicino, John. Erano stati amici tutta la loro vita. Erano andati a scuola insieme. Erano stati i testimoni del matrimonio l’uno per l’altro. Le loro famiglie erano cresciute insieme. Ma ora erano vedovi entrambe, i loro figli si erano sposati ed erano andati a vivere altrove. Tutto quello che avevano erano le loro fattorie per tenersi occupati e l’un l’altro per tenersi compagnia.

Poi un giorno, per la prima volta, litigarono.

Era per via di un vitello di cui nessuno dei due aveva veramente bisogno. Sembra che il vitello fosse stato trovato sul terreno di John e quindi lui lo reclamasse come suo. Ma Colin disse: “No, il vitello ha lo stesso manto della mia migliore mucca da latte, so che è mio.”

Beh, erano entrambi orgogliosi e testardi, quindi smisero di parlarsi.
Dopo qualche giorno Colin guardò fuori dalla finestra della cucina e vide che John aveva una grande ruspa e stava scavando un fosso che divideva le due proprietà e poi lo riempì d’acqua. Colin si sedette sullo sgabello in cucina a pensare come potersi vendicare per questo affronto.

Fortuna fu che qualcuno bussò alla porta. Non stava aspettando nessuno quella mattina, ma quando aprì la porta vide un giovane con una cassetta di attrezzi sulla spalla. Aveva una voce gentile e gli occhi scuri e amichevoli e disse “Ciao, sono un carpentiere, sto cercando del lavoro da fare. Forse tu hai qualche piccolo lavoretto in cui ti posso aiutare.”

Colin lo portò in cucina lo fece sedere e gli offrì una tazza di te coi biscotti. Mentre parlavano e mangiavano Colin ebbe un’idea: “Si, disse, ho un lavoro per te. Guarda fuori dalla finestra, vedi la fattoria? Quella è la casa del mio vicino e vedi quel fosso che corre tra le due proprietà? Beh, il mio vicino lo ha fatto per farmi dispetto. Adesso voglio fargliene uno ancora più grande. Dal momento che ci ha voluti dividere a quel modo, tu costruisci una palizzata alta e robusta, così non vedrò più nemmeno la sua casa.
E il carpentiere disse: “Se hai il legno e i chiodi, posso iniziare anche subito, gli altri strumenti che mi servono li ho portati con me.”

Colin doveva andare in città per prendere un po’ di provviste, quindi mostrò al carpentiere il magazzino dove poteva trovare tutto il materiale di cui aveva bisogno e se ne andò.

Nel frattempo il carpentiere trasportò tutto quanto gli serviva giù al fosso e cominciò a lavorare.
Tutto andò secondo i piani. Misurò, tagliò il legno, piantò chiodi e stava ancora lavorando quando, al tramonto, Colin tornò impaziente di vedere il lavoro completato. Andò al fosso per ispezionare la palizzata ma…..non c’era nessuna palizzata, lì c’era un ponte!!!!! Aveva i gradini e le ringhiere e tutto quanto, il carpentiere aveva fatto un ottimo lavoro e al di là del ponte c’era il suo vicino, John, con la sua mano tesa, dicendo: “Colin, guarda cosa hai fatto, io mi metto a fare un fosso e tu ci costruisci sopra un ponte! Che amico che sei, io non sarei mai stato capace di fare la stessa cosa. Non lasciamo più che qualcosa si frapponga tra noi, da ora in poi!” Poi Colin stringendo la mano di John disse che era stato il carpentiere che li aveva aiutati, non lui, era merito del carpentiere se si erano riavvicinati.

I due amici guardarono con ammirazione il carpentiere che riponeva i suoi attrezzi nella cassetta.

Colin disse: “Amico, resta con noi, abbiamo molto lavoro per te in entrambe le fattorie”. Il carpentiere sorrise: “Mi piacerebbe restare, e prima o poi non è detto che non debba ripassare da queste parti, ma vedete ora non posso proprio, ho ancora molti ponti da costruire.”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email