Demetra e sua figlia Amarilli

Questa storia è stata elaborata durante un workshop a S. Maria dal titolo: "Storie di antica e femminile saggezza" ed è stata narrata alla fine del workshop in inglese, successivamente è stata tradotta in italiano.

 

 

C’era una volta una donna, Demetra, che viveva in un piccolo villaggio in fondo a una valle spaziosa insieme alla sua figlioletta Amarilli. Demetra aveva un dono molto speciale, poteva rendere fertile la terra se la benediceva mormorando alcune semplici parole. 

Nella valle dove abitava tutti la conoscevano e sapevano del suo dono. La chiamavano ad ogni nuova primavera per assicurarsi un buon raccolto e frutti sani ed abbondanti. 

Dove lei passava ogni seme che veniva messo nella terra germogliava e la pianta che ne nasceva, cresceva sana e rigogliosa.

Le raccolte, in quella valle, erano molto abbondanti.  Le ciliegie erano le più dolci che si fossero mai assaggiate, le mele erano succose e saporite, gli ortaggi erano tra i più belli mai visti e le spighe dei cereali erano gonfie di chicchi molto nutrienti. In quella valle tutti avevano di che sfamarsi, non gli mancava i ristoro del vino o della frutta e tutti erano sereni e gentili tra di loro.

Erano grati e riconoscenti per la fortuna che gli era capitata e tenevano in grande stima e considerazione Demetra, prendendosi cura di lei e di sua figlia Amarilli.

La valle era circondata da fitte foreste ombrose dove viveva uno gnomo dispettoso e solitario. Lo gnomo si nutriva di quello trovava nel bosco: radici, funghi , bacche, noci e castagne; qualche volta anche fragole lamponi e mirtilli. 

Ogni tanto si spingeva sulla cima del colle più alto, da dove riusciva a scorgere gli abitanti della valle, a sentire le parole gentili che si scambiavano fra loro, i canti che intonavano ogni giorno, la musica e i balli che non mancavano mai in quel villaggio. Ma col passare del tempo la solitudine cominciò a pesargli, si sentiva povero, meschino e inutile. Dentro di lui si fece strada l’invidia e la gelosia e  poiché era di animo malevolo, ogni giorno pensava a come poter annullare gli effetti positivi del potere di Demetra. 

Con l’animo irritato da questi sentimenti, architettò un piano ai danni del popolo della valle. 

Aveva visto che Amarilli si recava ogni mattina nei prati al limitare della foresta, raccoglieva fiori per farne ghirlande o giocava con gli animaletti di cui era amica. 

Una mattina lo gnomo le andò incontro offrendole una manciata di fragole di bosco. Lei le assaggiò incuriosita dal loro profumo e dal colore invitante e le trovò deliziose. 

Lo gnomo le disse che se ne voleva altre doveva seguirlo in un posto che solo lui conosceva. Amarilli fiduciosa lo seguì, ma quando la foresta si fece più scura e impenetrabile la bambina iniziò ad avere paura e chiese allo gnomo se il posto delle fragole era ancora lontano. Lui la tranquillizzò dicendo che erano quasi arrivati. Proseguirono nella foresta sempre più fitta e inquietante fino alla casa dello gnomo. Aveva deciso di tenerla con se per avere finalmente un po’ di compagnia, ma Amarilli quando capì le sue intenzioni scoppiò a piangere implorandolo di riportarla dalla sua mamma. Lo gnomo non ne volle sapere, la voleva per fargli compagnia, ma la bambina era sempre triste e malinconica. 

Demetra, non vedendo tornare Amarilli per mezzogiorno , com’era sua abitudine, iniziò a preoccuparsi e andò a cercarla la dove era solita giocare. Non vedendola da nessuna parte, la chiamò a voce alta, ripetutamente. Chiese a tutte le persone che incontrava se l’avevano vista, ma nessuno sapeva darle informazioni. Quando iniziò a calare la sera e Amarilli non si era vista da nessuna parte, la tristezza colpì Demetra. La natura intorno a Demetra sentì la sua angoscia, gli alberi piegarono i loro rami verso terra, le foglie ciondolarono sui rami senza vita e i fiori dei prati appassirono. 

Neppure il giorno dopo Amarilli tornò a casa e Demetra iniziò di cercala nei villaggi vicini, ma anche qui nessuno l’aveva vista e la tristezza stava contagiando tutto quanto all’intorno , negli orti, nei campi, nei giardini tutto appassiva come per una lunga sicità. Demetra tornò a casa triste e sconsolata senza aver trovato traccia della sua bambina. Continuò a cercala anche i  giorni successivi spingendosi sempre più lontano, ma in ogni luogo dove passava le foglie e le fiori appassivano, gli alberi si spogliavano e tutto veniva pervaso da un profondo senso di abbandono.

La fertilità era sparita dalla valle, non c’erano più frutti, né cereali, né legumi o verdure, la terra era completamente inaridita. 

La gente della valle non aveva più di che sfamarsi ed erano sparite anche la gioia e la spensieratezza che fino a poco tempo prima avevano caratterizzato quei luoghi.

Le risate, la musica e balli erano un ricordo lontano. Tutti vagavano senza meta e senza sapere cosa fare. 

Fu la donna più anziana del villaggio a dire che dovevano aiutare Demetra a ritrovare la sua bambina perché tutto quel disastro era cominciato dal giorno in cui Amarillis era sparita. Decisero di mandare i sette giovani più veloci alla ricerca della bimba e ognuno partì in una direzione diversa. Molti tornarono dopo alcuni giorni senza aver trovato tracce della bambina, ma quando stavano per perdere le speranze, uno di loro tornò dalla vecchia dicendo che lo gnomo della foresta teneva prigioniera Amarilli nella sua casa, nella parte più profonda del bosco. Non fu difficile per la vecchia capire perché lo gnomo avesse preso la bambina e la tenesse con lui e decise di recarsi immediatamente da lui per chiedergli di liberarla. Tutti gli abitanti del villaggio seguirono la vecchia, fino alla casa dello gnomo.

Appena lo videro lo salutarono gentilmente e la vecchia gli si rivolse con queste parole:

“Noi sappiamo che tu hai preso Amarilli perché ti sentivi solo, e non ti biasimiamo per questo, ma ti chiediamo di restituirla a Demetra perché senza l’amore della figlia lei non può più benedire le nostre terre. I nostri raccolti sono marciti e la nostra frutta si è sciupata, così siamo tutti in miseria e patiamo la fame. Ti proponiamo di venire al villaggio ogni volta che vuoi, di prendere parte alle nostre conversazioni, di fermarti alle nostre tavole e mangiare con noi, di cantare e di ballare tutti insieme, di ascoltare le nostre storie e noi ascolteremo le tue.”

Lo gnomo vide quelle persone tristi e miserabili e ne ebbe compassione sapeva che anche Amarilli da quando era con lui nel bosco non era più la bambina allegra e spensierata che aveva vista giocare nei prati. D’un tratto si senti invadere da sgomento. Le parole della vecchia avevano fatto breccia nel suo cuore e decise di accettare la proposta. 

Amarilli, appena liberata, corse incontro alla madre che era arrivata proprio in quel momento. Madre e figlia si abbracciarono teneramente, felici di essere di nuovo unite. 

Tutti insieme si avviarono verso la valle, in un festoso corteo, con in testa Demetra e Amarilli e poco dietro lo gnomo con la vecchia, seguiti da tutti gli abitanti del villaggio. 

Passando dai  campi, dagli orti, dai vigneti e dai giardini Demetra benedisse la terra che riprese a germogliare e a rifiorire più rigogliosa di prima. 

I festeggiamenti, i canti e balli, si sentirono per tutta la valle e durarono molti giorni. Lo gnomo non mancava mai, era sempre al centro del cerchio dove si raccontavano le storie. La gioia e la prosperità tornarono caratterizzare quelle terre e non le abbandonarono più.  

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