Ipazia e le stelle

Anche questa storia è stata approfondita ed elaborata a Santa Maria nel settembre del 2018 in occasione del workshop intitolato:

“Storie di antica e femminile saggezza”.

Ipazia era nata nel IV secolo dopo cristo ad Alessandra. Era una bambina molto, molto curiosa. Tutto ciò che vedeva nell’immenso universo destava in lei una miriade di domande e non aveva pace fino a quando non riusciva a darsi una risposta.

Si domandava come faceva l’erba del prato a crescere, come mai gli alberi fiorivano e poi facevano i frutti. Se vedeva qualcuno utilizzare un attrezzo per un determinato lavoro, si chiedeva a cosa servisse e come funzionava. Tutto destava in lei stupore e meraviglia. Ma la cosa che più di tutte le piaceva era osservare il cielo stellato. Tutti quei puntolini luminosi la stupivano e tante volte aveva provato a contarli. Ne osservava i movimenti e le posizioni nelle varie stagioni, osservava le forme che essi componevano nel cielo e non si stancava mai di porsi continue domande.

Così decise che da grande si sarebbe dedicata a studi scientifici, per riuscire a rispondere a tutti i suoi quesiti.

Il padre Teone, conosciuto ad Alessandria come eccellente architetto, matematico, conoscitore delle stelle e filosofo, vedendo nella figlia tanta passione e intuendo le sue potenzialità la incoraggia e la sostiene negli studi.

Così Ipazia frequenta la scuola neo-platonica di Alessandra con ottimi risultati e mentre cresce nel corpo diventando una giovane donna molto bella, apre la sua mente alla conoscenza eccellendo in molte discipline: musicologia, matematica, fisica, astronomia e filosofia.

I sui studi la portarono a grandi intuizioni e scoperte che annota via via sulle pergamene e che erano molto apprezzate dai sapienti dell’epoca.

Ben presto diviene rettrice della stessa scuola dove aveva studiato. Vestendo con naturalezza il “tribon” tipo di toga simbolo dei filosofi e insignita della corona di alloro come tutti i più grandi maestri, inizia a raccogliere intorno a se studenti e ascoltatori che la considerano un’autorità indiscussa.

Ma questo non le basta è convinta che tutti debbano poter accedere al sapere e quindi inizia a tenere  lezioni non solo nella sua casa sempre affollatissima, ma anche sulle pubbliche piazze, allargando così il suo uditorio e nei convegni più importanti della città.

La sua passione per i corpi celesti la porta a perfezionare un nuovo modello di astrolabio, un antico strumento che riusciva a localizzare la posizione delle stelle e a calcolare le fasi dello zodiaco.

Era molto stimata ed apprezzata dai suoi concittadini, la sua fama si era sparsa anche fuori dei confini della città e la sua notorietà diventava sempre più ampia.

Ma furono proprio questo grande successo e il grande seguito che suscitavano le sue idee  a determinare la sua condanna.

I suoi nemici la temevano e invidiavano la sua fama, temevano le sue idee democratiche, temevano che altre donne seguissero il suo esempio ma soprattutto temevano la sua libertà.  Le autorità dell’epoca non vedevano di buon occhio una donna che metteva in discussione molte delle loro teorie, argomentando le sue ragioni con una tale intelligenza e capacità oratoria da lasciare tutti a bocca aperta.

Dapprima tentarono di ammansirla con vane promesse, ma Ipazia non ci stava: – Se mi faccio comprare, non sono più libera, anche la libertà ha le sue regole.-

Non riuscendo a convincerla, decisero di farla sparire.

La uccisero in modo atroce con la ferma volontà di cancellare tutto di lei dalla faccia della terra, comprese le sue opere che vennero date alle fiamme.

Per molti secoli il suo nome è stato completamente dimenticato, e pareva che i suoi nemici fossero riusciti a cancellare anche la sua memoria, ma poi nel settecento fu finalmente recuperata dagli illuministi come simbolo del libero pensiero e la sua figura è tornata alla luce, più splendente di prima.

Da grande appassionata della volta celeste, sarebbe felice di sapere che per onorarla sono stati chiamati col suo nome asteroidi, frammenti di comete, vallate e crateri lunari e anche un piccolo spazio verde a Tor Sapienza a Roma.

Così l’amante delle stelle è tornata  stella luminosa tra tutte le stelle del firmamento.

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