L’anziana levatrice Rachele ed il saggio Re Marduch

Questa storia è stata inventata, elaborata e raccontata a due voci, durante il workshop di Natale 2018 a Portico di Romagna dedicato ai personaggi secondari del presepe.

Rachele era una donna anziana, molto anziana e viveva appena fuori la città di Betlemme. Per tutta la vita era stata una delle levatrici più amate del luogo, ma ora non ce la faceva più. Riceveva spesso le visite di chi aveva aiutato a portare alla luce e questo la rallegrava molto. Viveva in una casetta molto semplice e nei mesi freddi aveva bisogna di legna per scaldare la sua dimora. Essendo così anziana, non ce la faceva a portare un carico al giorno, che le bastava a creareun po’ di calore e luce nei freddi mesi invernali.

Quella notte era uscita tardi perché aveva ricevuto visite. Aveva appena raccolto la sua quantità di legna che portava legata sulla spalle, rendendola ancora più ricurva e gobba, quando – passando davanti una capanna – sentì il pianto di un bambino. Incuriosita e chiedendosi se potevano forse aver bisogno di aiuto, si avvicinò. Bussò alla porta e ad aprire venne un signore dal volto stanco ma con un’espressione gentile e accogliente. Si salutarono e la fece entrare. Dentro vide una giovane donna che aveva appena partorito ed il neonato che giaceva sereno, adagiato nella mangiatoia. Era un bimbo sano, Rachele lo vide subito, ma c’era molto freddo nella stalla. Rachele offrì la legna che aveva appena raccolto e l’uomo preparò subito un fuoco. La giovane donna, sempre col sorriso sul volto, continuava a tremare. Rachele aveva addosso uno scialle a cui era molto affezionata e che aveva ereditato dalla sua nonna, che a sua volta lo aveva ricevuto da sua nonna. Oltre ad essere morbido e caldo, impregnato di profumo di saggezza, aveva sempre dato a Rachele un senso di coraggio e protezione. Lei stessa non aveva figli, forse ora avrebbe dovuto darlo a questa giovane madre. Sentiva che ne avrebbe avuto bisogno. Rachele si tolse lo scialle, si avvicinò alla donna e la avvolse. Le due donne si scambiarono un affettuoso abbraccio. Prima di andare via, Rachele accarezzò il bambino, salutò e, più leggera – si inoltrò nel buio, verso casa.

Intanto – nella lontana città di Aleppo – capitale dell’altrettanto lontana Siria  il giovane re Marduk, sebbene sentisse forte il bisogno di riposare – dopo le fatiche del regnare – non riusciva a prendere sonno…. era in preda ad una strana agitazione e si aggirava inquieto per la bellissima stanza da letto del suo dorato castello…. non capiva cosa gli stesse succedendo… A un certo punto lo assalì un moto di impazienza che lo portò ad uscire fuori a passi lunghi e decisi. Si affacció e guardò fuori dal balcone riccamente colonnato della sua camera…. e, levando lo sguardo verso il cielo, vide…. MERAVIGLIA delle meraviglie!

…una stella di dimensioni insolitamente grandi e luminosissima come non gli era mai capitato di vederne una in tutta la sua vita… e in più questa stella davvero particolare aveva dietro di sé una fulgida e splendente coda!

Marduk fu preso da grande stupore.. e allo stesso tempo da un senso di calore confortante unito a un forte ed inspiegabile desiderio di poter continuare a guardare la stella per sempre… tenerla vicino  a sé  e non separarsene più.

Giacchè immediatamente notò che la stella sembrava essersi messa in moto, in un momento prese la decisione che lui – Marduk – la avrebbe seguita ovunque essa si fosse diretta. Sì, doveva seguire la stella!

Corse alle stalle reali e montò sul suo amato destriero, senza dimenticare di prendere con sé – gettandosela sulle spalle – una gerla con dentro del cibo e una coppa di preziose spezie (tutte cose che sarebbero state utili in caso il viaggio si fosse prolungato oltre la giornata).

Poi senza indugiare mandò il cavallo al galoppo. La stella si stava proprio spostando – lentamente ma in modo continuo – e a Marduk sembrava che lo chiamasse e gli dicesse: “seguimi… ti porterò in un luogo magico e laggiù è dove  tu troverai finalmente la pace”…

Obbediente come un agnellino il grande re seguì dunque la stella… per strade, villaggi, colline e oltre attraverso il deserto brullo ed assolato…. e di là da altre montagne.

Ormai era passato certo molto tempo ma Marduk aveva tanta energia e sembrava non sentire la fame né la sete… e il suo prezioso cavallo volava letteralmente senza dar cenno di volersi fermare.

Sempre guidato dalla stella a un certo punto arrivò a un piccolo villaggio chiamato Betlemme e – raggiunta la sua grande porta di ingresso – Marduk percepì dentro di se  che era giunto il momento di fare una sosta: fermò il cavallo, discese e si sedette appoggiando la schiena alla grande porta. La stella pure si era fermata.

Mentre Rachele tornava a casa, passando per la porta della città, sentì uno sguardo che si posava su di lei e poi una voce:

– Rachele!

– Uomo regale, che vieni da lontano, come fai a sapere il mio nome?

– Sono venuto sin qui seguendo una stella. L’altra notte mi sei apparsa in  sogno e sarai tu a dovermi indicare la strada. Perciò ti chiedo: Rachele! Dimmi dove sei stata?

– Sono stata in una capanna dov’è nato un bambino speciale…emana una luce che non ho mai visto prima.

– Ma come posso fare a raggiungerlo?

– Devi seguire la strada da cui mi hai visto arrivare, che entra a Betlemme, svoltare l’angolo e… riconoscerai subito la capanna, perché sul tetto vi è una stella che brilla con un’intensità particolare e sembra volerla illuminare.

Il grande re Marduk si inchinò con un vistoso movimento per ringraziare quella semplice donna. I due si salutarono e Rachele continuò per la sua strada.

Si mise in cammino Marduk, entrando a Betlemme e seguendo la via anzi descritta e presto vide la capanna con la stella splendente… Si avvicinò anelante e bussò alla porta. Gli aprì l’uomo dallo sguardo gentile e salutandolo lo condusse verso la mangiatoia, dove ora la giovane donna reggeva tra le braccia il bambino. A quella vista Marduk inspiegabilmente  sentì nascere in sé una forte emozione e si prostrò in segno di rispetto… poi ricordò la coppa di spezie preziose che solo i re possedevano quella che con l’aggiunta di acqua dava una bevanda ristoratrice e in grado di risvegliare le forze e schiarire la mente.  La tolse dalla gerla e dentro la coppa d’oro cesellata con pietre preziose la porse al padre e lo pregò di accettarla come dono.

In quell’esatto momento il bambino alzò la testa e guardò Marduk diritto negli occhi e lo sguardo di amore, pace e serenità avvolse  il grande re come un’onda profonda e inesauribile.

Subito gli fu chiaro che questi grandi doni erano la meta della sua ricerca, ciò che lo aveva spinto a mettersi in viaggio e  che infine in questo luogo tanto semplice in mezzo a poveri pastori  aveva trovato ciò che cercava… trovato se stesso e la su ragione di vita. Si accomiatò e iniziò il suo lungo viaggio di ritorno.

Anche se infreddolita, Rachele si sentiva più leggera e appena rientrata a casa, si mise a letto, per sentire meno freddo. Nel cuore della notte si svegliò realizzando che non aveva affatto freddo. Una piccola luce, ma molto intensa e calda, si era accesa al centro della sua casa. Da quel giorno, fino a quando chiuse i suoi occhi per l’ultima volta, non ebbe mai più bisogno di raccogliere legna o accendere un fuoco…quella luce l’avrebbe accompagnata per sempre.

Intanto il grande re – ritornato che fu al suo regno – si dispose a vivere il resto dei suoi giorni governando con giustizia, amore e serenità e il suo regno rimase famoso per avere avuto il periodo più lungo di pace ininterrotta.

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