Le due caprette ben educate

Questa storiella è nata per gioco, legando insieme alcuni elementi, due colline, un ponte, e due caprette. E' stata raccontata durante un evento dal titolo: "Le storie nei  proverbi della lingua di Dante" avvenuto a Portico nell'agosto 2021 e trasmesso in diretta dal "Diffusione fiaba" di Radio Cavolo.

C’erano una volta due caprette che abitavano una da una parte della valle e l’altra proprio di fronte.

I due versanti della valle erano uniti da un piccolo ponte, molto stretto e sotto quel ponte scorreva un ruscello dalle acque impetuose.

Sul ponte ci poteva passare soltanto una capra alla volta, ma non c’era nessun problema perché le due caprette avevano orari molto diversi. 

Una si alzava la mattina presto ed andava subito cercare l’erbetta tenera, che spesso era dall’altra parte del ponte, mentre l’altra era più dormigliona, si alzava tardi e si metteva in movimento con molta calma.

Ma un giorno le due caprette, non si sa come, non si sà perché, si trovarono una di fronte all’altra alle due estremità del ponte e si guardarono a lungo, meravigliate di trovarsi lì.

Una capretta, dopo un po’, disse all’altra: “Passa prima tu che sei la più vecchia”.

“In questo caso” disse l’altra “E’ meglio se passi prima tu, che sei la più giovane”.

“E no, penso che dovresti passare prima tu che hai la barba più lunga!” Disse di nuovo la prima capretta.

“No, no, no, devi passare prima tu, perché hai le corna più appuntite!” Disse la seconda capretta.

“Ti dico che devi passare prima tu, perché hai il pelo più folto!” Insistette la prima capretta.

“Ed io ribadisco che devi passare prima tu, perché la tua lana è più morbida!” Dichiarò la seconda capretta e così andarono avanti per un bel  pezzo fino a quando non avevano esaurito tutti i complimenti possibili, ma anche allora continuarono a dire: “Passa prima tu!” “E no, ti dico che devi passare prima tu!”

“Ma no, vai avanti tu!” “Noo, vai tu!” “Tu!” “Tu!” “Tu!” “Tu!”E non la finivano mai.

Ad un tratto, senza quasi accorgersene, forse stanche di tutto quell’insistere, si misero a camminare sul ponticello andando una verso l’altra.

Quando se ne resero conto non potevano più tornare indietro e non sapevano cosa fare. Provarono a stringersi più che potevano, si misero sulle due zampe di dietro ed avanzarono adagio trattenendo il respiro, strisciarono una contro l’altra, ma quando ce l’avevano quasi fatta, le loro corna si impigliarono.

Provarono a sganciarsi l’una dall’altra, una tirava di qua, l’altra tirava di là e quando finalmente le loro corna si liberarono con uno strattone, persero l’equilibrio e precipitarono dal ponte.

Morale della favola: “Non conviene essere molto, molto, molto educati.”

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