L’uomo che raccoglieva i sogni

Questa storia è stata raccontata presso l’agriturismo: “La Sfojeria” nel settembre 2019 in occasione di un apericena con storie.  Storie ispirate alla luna per ricordare l’anniversario dello sbarco dell’uomo sulla luna.

Al tempo dei tempi, quando il nostro pianeta si era appena popolato di uomini, il giorno era illuminato dal grande astro del Sole, ma la notte giaceva in un buio profondo e infinito che gli umani potevano rischiarare soltanto con i loro piccoli fuochi nelle capanne delle foreste e nelle casette dei villaggi.

Viveva allora, un uomo ancora giovane, che aveva perso la propria  amatissima donna e che non aveva avuto la fortuna di avere figli.

Decise un giorno di lasciare la propria casa e di mettersi in cammino per visitare il  mondo.

Vagando di villaggio in villaggio ascoltava la gente, ma quando giungeva la notte, in qualunque luogo fosse udiva intorno persone, rivolte  a quel buio nero come la pece, piangere di dolore e anche di gioia, vide versare tante lacrime che scorrevano fino a farne un fiume .

Meditò a lungo su questo fatto e  gli sembrò ingiusto che tutti quei sentimenti, sogni, dolori, speranze e felicità andassero perduti, poiché erano la parte più intima e più autentica del genere umano.

E un bel giorno, si prese la briga di raccogliere tutte quelle lacrime in dei secchi, neppure lui sapeva il perché , ma tutte quelle lacrime erano importanti e dovevano avere un grande valore.

Aveva raccolto le lacrime di un padre felice che dopo tanto tempo era riuscito ad avere due gemellini, e quelle di una fanciulla disperata perché perché aveva perso il suo raccolto in una sola notte di tempesta, e quelle di gioia di un ragazzino a cui avevano regalato un carretto di legno e tante altre ancora e quelle di una giovane donna che sognava di rivedere il suo amore lontano.

Passarono gli anni, era diventato anziano ed era stanco.

Aveva raccolto così tanti secchi di lacrime e sogni da riempire ogni spazio fuori e dentro la sua casa.

Quella sera, mentre stava per coricarsi, in quel buio profondo  assoluto della notte, pensò tra se a che fine avrebbero fatto tutti quei secchi una volta che lui fosse scomparso, non poteva buttarli, ma non aveva più spazio dove tenerli.

Avrebbe tanto desiderato che tutto questo potesse avere un senso, un significato per gli uomini in futuro…. Così pianse, poi si addormentò.

Allora la Grande Madre dell’universo volle ascoltarlo perché era stato un uomo buono e volle esaudire il suo desiderio.

Nel crepuscolo, mentre il sole spariva rapidamente all’orizzonte lanciando sulla terra gli ultimissimi raggi di rosa e d’oro, sbucarono dal cielo innumerevoli sottilissime dita d’argento che raccolsero ad uno ad uno tutti i secchi e in fine sollevarono il vecchio fin sopra le nubi portandolo con loro.

La Madre dell’universo li verso tutti nel grande pentolone del cielo e lentamente cominciò a mescolare, poi prese la polvere del cosmo e versò anche quella nel grande pentolone e ne fece un grande impasto. Impastò e impastò fino a formare una enorme palla luminescente e  meravigliosa, lucida come la perla, chiara come l’alba e morbida come la seta.

Poi con un unico gesto  lanciò la grande palla nel buio profondo del cielo notturno, quando il sole dormiva ed essa cominciò a girare, girare intorno alla terra lasciando nel cosmo miriadi di briciole che divennero le stelle.

Con grande stupore gli uomini e le donne videro  il cielo non  più nero, ma tempestato da mille piccole luci e da un corpo celeste nuovo e misterioso.

Da quel giorno anche la notte cupa degli uomini ebbe un bagliore fatto di speranza, sentimenti e sogni.

Fu così che artisti, scrittori e poeti, gente comune e scienziati, poveri e ricchi trassero ispirazione e risorse dalla grande energia che emana la splendida luna.

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